Russia:
San Pietroburgo
(e Budapest, Hrodna, Vilnius, Tallin, Riga,
Varsavia, Czestochowa, Bratislava)
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23.8.2006
- mercoledì - giorno 12
Hradek (N Jablunkov) (CZ) (7.32) - Nevegal
(I-BL) (19.17)
Km 949, viaggio h 11.45
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E, dopo la tappa più
impegnativa (ieri), oggi probabilmente quella più tranquilla.
Va tutto bene: non piove quasi mai, manteniamo i programmi
(anzi facciamo anche più km), visitiamo una bella capitale
europea e ... torniamo in Italia.
Solo pochi km di Rep. Ceca
ci separano dalla Slovacchia: il passaggio di frontiera richiede
praticamente solo il tempo di scalare le marce! Scendiamo
dal valico (m 553) verso Zilina, lungo una strada piacevole
tra le montagne slovacche, e poi, dopo pochi km di statale,
abbiamo la piacevole sorpresa di un'autostrada nuova di zecca
che ci accompagna velocemente fino alla capitale, Bratislava.
Lo so che le autostrade non sono il massimo del bel guidare
per il motociclisti, ma, mettetevi nei nostri panni: dopo
tante strade disastrate nell'Europa orientale, una veloce
(e gratuita) autostrada è quello che ci vuole, anche
perché oggi voglio arrivare in Italia, dalla mia famiglia.
E poi, comunque, qualche bella curva c'è anche qui,
e la guida è piacevole.
Le montagne lasciano presto
il posto alle colline e poi alla pianura (l'unica della Slovacchia).
Entro in Bratislava abbastanza
agevolmente seguendo il corso del Danubio, sulla cui riva
sinistra sorge la capitale slovacca. Ma, giunto in centro,
ho qualche difficoltà ad individuare il percorso migliore
(e nel punto in cui sono arrivato la moto proprio non posso
parcheggiarla, come gentilmente ci confermano dei poliziotti).
Vengono subito in mio soccorso dei passanti. Giungiamo
alla piazza principale, la Namestie SNP (Piazza dell'Insurrezione
Nazionale Slovacca): sulla piazza si affacciano la chiesa
e monastero passionisti (1692-1728) e
la chiesa calvinista (1913).
A sud ovest della piazza, dalla
porta Michalska Veza, parte la via Michalska e la sua prosecuzione
Venturska, asse centrale della città vecchia (Stare
Mesto). Insolite, lungo le strade del centro (pedonali), diverse
statue moderne di curiosi personaggi del folclore cittadino.
Dopo aver ammirato alcuni bei palazzi della città, prendiamo
il moderno ponte che scavalca il Danubio, passando davanti
al Castello (Hrad).
Da Bratislava raggiungiamo
la periferia di Vienna con un piacevole percorso che costeggia
il Danubio. L'area di Vienna si attraversa con un nuova autostrada,
su un tracciato più meridionale del precedente, non
ancora segnata nemmeno sul gps. Incontriamo un gruppetto di
italiani, anche loro di ritorno dal raduno russo. Sembra incredibile
come, dopo giorni di viaggio e migliaia di km, ci si incontri
così facilmente, sulla strada (e non è la prima
volta). Anche in questo caso facciamo insieme un pezzo di
strada.
L'autostrada verso Tarvisio
scorre via tranquilla, certo diversa dall'andata di 11 giorni
fa percorsa sotto la pioggia battente; tengo l'antipioggia
(tanto è traspirante) solo perché non mi va
di toglierlo. Infine, rientriamo in Italia, ed è giunto
il momento di salutarci: io continuo verso le Dolomiti (dove
mi aspettano mia figlia e mia moglie, che è andata
in montagna con sua sorella), Nazzareno verso altre montagne,
quelle abruzzesi di casa sua.
Continuo quindi, ormai in maglietta
a maniche corte, sotto un bel sole che magari poteva anche
arrivare una decina di giorni prima, ma che comunque mi accompagna
fino alla cima del Nevegal, dove pianto la tenda per tre notti,
esattamente a 1000 m di quota. Arrivo giusto in tempo per
cena. In serata mi telefona Nazzareno: quel "pazzo"
ha continuato dritto fino a casa, arrivando a mezzanotte dopo
1.510 km!
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