Russia:
San Pietroburgo
(e Budapest, Hrodna, Vilnius, Tallin, Riga,
Varsavia, Czestochowa, Bratislava)
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13.8.2006
- domenica - giorno 2
Rabafuzes (H) (7.17) - Satu Mare (RO) (20.00)
Km 667, viaggio h 11.43 |
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Il secondo giorno il
programma prevedeva di attraversare tutta l'Ungheria (visitando
Budapest), entrare in Romania e poi in Ucraina per quindi
pernottare in Slovacchia. Il ritardo accumulato ieri a causa
del maltempo mi fa pensare che difficilmente riuscirò
ad arrivare oggi in Slovacchia.
Anche oggi pioggia, anche se
non per tutto il giorno. Ben presto raggiungiamo il lago Balaton,
il più grande d'Ungheria e il più grande dell'Europa
centrale, e ne costeggiamo la riva settentrionale. Non sempre
è visibile dalla strada costiera, a causa dei numerosi
insediamenti rivieraschi. Ci regala comunque alcuni bei panorami.
Interessante, presso il lago, è il Badacsony, la montagna
di basalto (m 438): è una catena montuosa comprendente
15 montagne basaltiche, di forma tronco conica, con sulla
cima una vasta spianata. Lungo i pendii, ricchi di vigneti,
sono numerose le colonne di basalto.
Per raggiungere Budapest più
velocemente utilizziamo l'autostrada (bolllino adesivo da
comprare sul posto) e ben presto affrontiamo la prima grande
città del viaggio. Non ho le mappe dettagliate di Budapest
(come di quasi tutta l'Europa orientale), ma le indicazioni
del gps sono sufficienti per non perdersi. Il Danubio è
imponente ed è bello ammirare i 6 ponti che collegano
le due parti di Budapest: Buda a ovest (alta sulla riva destra)
e Pest (sulla riva sinistra). Molto animato e caratteristico
è il "Ponte della Catene" (Szechennyi), pedonale,
pieno di gente, ambulanti, venditori, cittadini che passeggiano
e turisti (molti italiani, questa sarà una costante
del viaggio: gli italiani li abbiamo incontrati praticamente
dovunque!). Il "Ponte della Catene" è il
primo ponte fisso che collegò Buda a Pest, nel 1849.
Budapest nacque nel 1873 dall'unione di 3 città: Buda,
Pest e Obuda.
E' grandioso il palazzo Reale
(Varpalota), in posizione dominante (a Buda) sul fiume, con
un fronte sul Danubio di oltre 300 metri.
Dopo esserci persi tra di noi
(senza il telefonino non so se e quando ci saremmo mai riuniti),
usciamo da Budapest diretti a est, verso la Romania.
Noto, in questo veloce attraversamento
dell'Ungheria per tutta la sua lunghezza (da ovest a est),
che l'Ungheria non è, come spesso si può essere
portati a credere, tutta pianura. Oltre ai rilievi già
citati vicino alla costa nord del lago Balaton, in questo
tratto a est di Budapest ho modo di apprezzare i rilievi (alti
fino a oltre 1.000 m) alla mia sinistra, verso il confine
con la Slovacchia); alla mia destra si estende invece la grande
pianura ungherese.
Per velocizzare l'avvicinamento
alla Romania, decido di prendere l'autostrada verso Miskolc,
che sulla carta (quella ... "di carta", perché
il gps, nella sua limitata copertura di questi paesi, non
la porta proprio) è segnata solo fino a questa località
e poi in costruzione verso l'Ungheria. Poiché la carta
in mio possesso risale al 2004, spero che intanto sia stata
completata. Arrivati al punto in cui l'autostrada dovrebbe
finire, infatti essa continua, ma .. solo per una decina di
km e non verso nord-est (come segnato nel tratto in costruzione),
ma verso sud-est, verso Debrecen.
Pazienza, vorrà dire
che modificherò l'itinerario, passando da Debrecen
e trovando poi un'altra strada per la Romania. Visto che ci
troviamo a Debrecen, visitiamo la piazza della città,
con la grande chiesa calvinista.
Dopo Debrecen la strada peggiora
abbastanza e, anche a causa della pioggia che continua a tormentarci
e a rendere ancora meno sicura la strada, cerco un itinerario
valido per giungere in Romania, anche chiedendo indicazioni.
Ci viene infine consigliata una strada che non avevo considerato
prima, anche perché segnata in bianco sulla carta,
ma che invece si rivela in discrete condizioni. Entriamo quindi
in Romania nei pressi della città di Carei.
L'ingresso in Romania mi dà
l'impressione di essere veramente giunti in un altro mondo,
come uno stacco netto rispetto ai posti fin qui attraversati.
Ricorderò sempre la prima cosa che ho visto appena
superato il confine (con poca fila, trattandosi di un valico
secondario), nel paese di Urziceni: una lunga fila di bovini
che camminavano da soli tranquillamente in mezzo alla strada!
Tutti stavano rientrando dal pascolo: infatti in quelle zone
questi animali vengono lasciati pascolare liberi tutto il
giorno e la sera gli stessi tornano, da soli, presso i loro
ricoveri. Vedo quindi che ogni tanto qualcuno si stacca dalla
fila e .. svolta verso l'abitazione dei proprio padrone, dove
c'è una donna che aspetta l'animale sulla porta di
casa. Scatto numerose foto (di cui ho già spiegato
l'amara fine), non senza una certa apprensione, vedendo quegli
animali (con una massa superiore a quella pur non indifferente
della mia moto) sfiorarmi nel loro tranquillo incedere. Il
pensiero corre ad un amico motociclista che finì il
suo viaggio (a latitudini ben inferiori) travolto da un cammello.
Superato indenni l'ostacolo
bovino, ci dirigiamo verso Satu Mare, la principale città
di questa zona della Romania, distante poche decine di km,
dove decido di trovare alloggio; è infatti troppo tardi
per pensare di attraversare il confine e attraversare l'Ucraina
e poi entrare in Slovacchia.
A Satu Mare affrontiamo un
ostacolo inedito, almeno per me, abituato a girare soprattutto
nell'Europa occidentale: nessuno accetta euro o carta di credito
per mangiare o far benzina: solo valuta locale! Se per il
mangiare possiamo anche farne a meno (nelle moto c'è
qualche merendina con cui possiamo sopravvivere fino a domani),
la cosa indispensabile è trovare la benzina, senza
la quale non si può fare molta strada, anche tenendo
presente che di fronte abbiamo oltre 100 km di Ucraina, dove
non ho idea di come sia la situazione. Io normalmente non
cambio in valuta locale quando sono all'estero, fidando di
cavarmela con le carte di credito e (da qualche anno) con
l'euro, ormai accettato quanto e (in Europa) più del
dollaro. Tanto meno ho voglia di cambiare in un viaggio come
questo in cui attraverso 13 Stati, spesso solo per poche ore.
Il motel accetta gli euro,
ma non li cambia. Mentre andiamo in giro a cercare da mangiare,
troviamo una rumena che lavora in Italia e che gentilmente
ci cambia una ventina di euro, più che sufficienti
per cenare in un ristorante e per fare eventualmente un po'
di benzina, ma non il pieno. Domani (lunedì) aspetteremo
l'aperture delle banche (le 9 o prima) per cambiare un po'
di euro e per fare il pieno ad entrambe le moto.
Satu Mare non ci fa una gran
bella impressione: le strade, i palazzi, le auto, sembrano
in non buone condizioni. La gente si dimostra invece curiosa
verso le moto e disponibile a dare indicazioni.
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