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Sei in: MOTO - RUSSIA - DIARIO DI VIAGGIO - GIORNO 8
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Russia: San Pietroburgo
(e Budapest, Hrodna, Vilnius, Tallin, Riga, Varsavia, Czestochowa, Bratislava)

19.8.2006 - sabato - giorno 8
Olgino (11.00) - S.Pietroburgo (11.41)
San Pietroburgo (15.06) - Olgino (16.42)
Km 35+35, viaggio h 0.41+1.36

In questa giornata è prevista la tradizionale sfilata delle nazioni: ci prepariamo tutti in gruppo, divisi per nazioni, ognuno con le proprie bandiere. Siamo 11 moto italiane,su un totale di circa 200 (di cui la metà russe).

Partiamo verso il centro di San Pietroburgo e, dopo qualche giro, sfiliamo tutti compatti lungo la Nevskij Prospekt. Sì, forse voi direte "ma l'hai fatto già almeno tre volte, di giorno e di notte". E' vero, ma è troppo bella, soprattutto da percorrere in moto (col traffico bloccato per noi); e poi, duecento Gold Wing da tutta Europa, tutte imbandierate, sono uno spettacolo cui anche questa celebre strada non è abituata! La gente guarda noi, e noi guardiamo la gente e la strada.

Parcheggiamo in gruppo di fronte alla cattedrale di S. Isaccoe da qui comincio (con Nazzareno) il giro per la zona centrale di San Pietroburgo.

Se non si hanno molti giorni a disposizione, conviene, dopo aver fatto un giro della città, concentrarsi su alcuni elementi. Il primo monumento ce l'ho subito davanti agli occhi: la cattedrale di S. Isacco.A croce greca, grandiosa, con quattro portici monumentali composti da 112 colonne monolitiche di granito di Finlandia alte 16 m e pesanti (così dicono le guide) 114 t ciascuna. La cupola dorata è alta 102 m; 4 campanili, 350 statue sul tetto.

Nella piazza trovo il più vasto assortimento di matrioske che abbia visto a San Pietroburgo (regalo assicurato per moglie e figlia).

La cattedrale di S. Isacco è vicina al palazzo dell'Ammiragliato, con la sua alta guglia dorata,vero punto di riferimento per la città (la si vede da lontano quasi da ogni direzione), nonchè punto terminale di tre grandi arterie (Nevskij e Voznesenskij prospekt, e ulica Gorohovaja). Costruito nel 1704 come semplice cantiere navale, dal 1711 vi si installò l'Ammiragliato, oggi è sede della Scuola Superiore della Marina da Guerra. Presenta due lunghi fronti (di oltre 400 m): a nord verso la Neva e a sud (verso la Nevskij prospekt) di fronte a un bel giardino, pieno di fontane e statue.Sul grande palazzo si notano però i segni del tempo e di una necessaria costante manutenzione.

Il lato corto occidentale affaccia sulla piazza dei decabristi che ha al centro la famosa statua equestre di Pietro il Grande.Fu fatta erigere da Caterina II; impressionante la colossale base, di granito della Carelia, di 1600 tonnellate. Il trasporto del granito fu effettuato via terra su rotaie di legno e via fluviale, e durò due anni, durante i queli decine di operai modellarono il blocco di granito. Questo mi fa pensare a quanto tempo e manodopera a buon mercato avessero gli zar, quando decidevano di fare qualcosa!

Oltre la piazza ci sono due palazzi gemelli, uniti da un'arcata con gli stemmi delle principali regioni della Russia: sono il Senato e l'ex Sinodo.

Tornando quindi indietro, raggiungo la piazza del Palazzo (Dvorcovaja ploscad), centro simbolico dell'impero e luogo simbolo della Rivoluzione d'ottobre (con la presa del palazzo d'Inverno). Al centro della piazza vi è la colonna di Alessandro I (1834), il più grande monolito del mondo moderno (600 t) in granito, alta m 47,5.La piazza, sul cui angolo nord-occidentale si affaccia il già visto Ammiragliato, presenta sul suo lato settentrionale il famoso Palazzo d'Inverno e su quello meridionale due ali di costruzioni (lunghe ben 580 m), già sede dello Stato Maggiore Generale e del Ministero degli Esteri, collegate da un arco di Trionfo che celebra la vittoria del 1812 sulle armate napoleoniche.

Tra lo Stato Maggiore e il palazzo d'Inverno c'è l'ex Stato Maggiore della Guardia, da dove Lenin diresse la Rivoluzione d'Ottobre. Ma ormai l'attenzione è rivolta tutta al palazzo d'Inverno. La prima cosa che mi colpisce sono le dimensioni. E' enorme:circa 400 m sul lato lungo, oltre 1000 stanze, 1787 finestre, 117 scale, 176 statue sui tetti. Il punto migliore per averne una visione d'insieme è da sotto l'Arco di Trionfo descritto prima. Il palazzo d'Inverno fu costruito nel 1732-35 dalla figlia di Pietro in Grande, l'imperatrice Elisabetta Petrovna, architetto Bartolomeo Carlo Rastrelli; nel 1754-62 fu chiesto a Bartolomeo Francesco (il figlio) di ricostruire il palazzo. Da ogni lato lo si guardi, appare in tutta la sua magnificenza barocca, ricco di stucchi dorati. E altrettanto splendido è all'interno, pieno di marmi e pietre dure. Ospita il famoso museo dell'Ermitage (che occupa anche alcuni palazzi adiacenti), uno dei più grandi al mondo (frutto in gran parte delle varie raccolte degli zar), anche se afflitto da problemi di sovraffollamento di visitatori (nei periodi di punta) ed eccessiva quantità di pezzi esposti. E' talmente grande che è necessario dedicarci un'intera giornata (un solo dato: il percorso totale di visita è pari a 24 km), quindi a visitarlo non ci penso minimamente; meglio ammirare con calma i palazzi dall'esterno.

Accanto al palazzo d'Inverno è il Piccolo Ermitage (il primo museo voluta da Caterina II) (1765) e poi il Vecchio Ermitage. Dalla destra del palazzo d'Inverno comincia la via dei Milionariche presenta sul lato destro facciate di palazzi nobiliari e su quello sinistro il retro delle sfarzose residenze che danno sul lungofiume. Interessante il contrasto tra le monumentali facciate e la parte posteriore: era infatti tradizione (anche presso le famiglie più ricche e potenti), dare in affitto la parte posteriore degli edifici. Sul lato sinistro della via è il Palazzo di Marmo, un gioiello di architettura barocca/neoclassica, fatto costruire da Caterina II per l'ex favorito conte Orlov (che l'aveva aiutata a sbarazzarsi del marito): facciata in marmo rosa e blu di Finlandia. La via infine giunge alla grande spianata del Campo di Marte e al giardino d'Estate, un tradizionale punto di ritrovo degli abitanti di San Pietroburgo.

La via dei Milionari è attraversata nella sua parte iniziale dal canale d'Inverno (tra la Neva e la parallela Mojka),che mi ricorda che San Pietroburgo non è solo una città di grandi palazzi e prospettici viali, ma anche di tanti fiumi, canali e ponti.

Costeggiando il canale, giungo alla Neva. Da qui è possibile ammirare l'altro lato del palazzo d'Inverno, quello che dà sul fiume; noto anche le impalcature per i lavori di manutenzione, necessari per mantenere un simile palazzo. Dal lungofiume si vede la fortezza dei Santi Pietro e Paolo, oltre la Neva.Attraverso quindi il fiume, lasciando il centro monumentale che ho notato poco frequentato dai cittadini (che preferiscono altre zone come la Nevkji Prospekt), tranne che dalle numerose coppie di sposi che scattano le foto di rito presso i monumenti più famosi; molte le limousine.

La fortezza fu il primo nucleo di San Pietroburgo, costruita da Pietro il Grande nel 1703 su una piccola isola paludosa della Grande Neva. Nella fortezza furono costruiti i primi edifici pubblici: caserma, cattedrale, prigione e zecca. Durante i mesi estivi è molto animata: molti cittadini prendono il sole sulla spiaggia all'esterno delle mura.Costruita prima in mattoni e poi ricostruita in pietra nel 1740, segue il contorno dell'isola con sei bastioni e muraglie alti fino a 12 metri. Trasformata poi in carcere, vi furono rinchiusi detenuti politici (Dostoevskij, Bakunin, Golr'kij e Ul'janov, fratello di Lenin); nel 1917 la guarnigione si ribellò e armò con i fucili dell'arsenale gli operai. Fu da qui che fu dato il segnale all'incrociatore Aurora di aprire il fuoco sul palazzo d'Inverno.

A nord della fortezza c'è il parco di Alessandro (ex Lenin), con uno zoo e planetario, attrezzato di lunapark e altre attrazioni, centro di vita notturna. Nella parte sud del parco c'è il grande edificio dell'Arsenale, in cotto,che ospita il Museo Storico-Militare di Artiglieria, Ingegneria e Comunicazioni militari: un museo enorme, con una completa ricostruzione della storia delle armi, dagli sciti ad armi paleolitiche, dell'età del Bronzo e del Ferro, alle armi slave del V sec. e ai primi cannoni russi del XV sec., fino all'ultima guerra mondiale.

Subito a est della fortezza c'è l'edificio più antico della città, la casetta di Pietro I. Costruita il 24/26 maggio 1703, in legno, come residenza provvisoria dello zar, intonacata all'esterno come una casa in mattoni, rivestito in pietra nel 1723 da Caterina. L'edificio, piccolo in confronto alle dimensione dei palazzi che ho appena ammirato, è composto da sole 4 stanze: ingresso, studio, pranzo e letto (m 12 x 5 x 2,25 in tutto) ed è circondato da un giardino.Di fronte all'edificio, la discesa al fiume in granito, con due preziosi "sci-tsi" (leoni-rana), portati dalla Manciuria nel 1907 dopo la guerra col Giappone. Parcheggiate qui le moto, questo è il punto dove il maggior numero di persone ci ha fermato per fotografare (e farsi fotografare) le nostre moto: non ci lasciavano più andare via!

Da questo lungofiume si godono delle stupende viste sulla Grande Neva, i ponti e il palazzo d'Inverno e il Giardino d'Estate, ma c'è un altro appuntamento con la storia che mi aspetta: poco distante, attraccata alla banchina dal 1948 davanti all'Accademia navale, c'è il famoso incrociatore Aurora. La notte del 7 novembre l'Aurora risalì la Neva e, quando dalla fortezza venne dato il segnale, sparò lo storico colpo di cannone che diede il via all'attacco al palazzo d'Inverno. Ospita un museo della Rivoluzione e della Marina russa.

Un ultimo sguardo alla Neva e i palazzi prospicienti, con le alte fontane nel fiume.

Tornati al campeggio, nella premiazione, tenutasi in serata, l'Italia si classifica (con 11 moto) al secondo posto dietro alla Polonia (per una sola moto). Per la prima volta (che io ricordi) il premio per il motociclista arrivato da più lontano va ad un locale, ma è ben meritato: si tratta infatti di un russo arrivato in Gold Wing dalla Siberia orientale, circa 10.000 km!

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