Russia:
San Pietroburgo
(e Budapest, Hrodna, Vilnius, Tallin, Riga,
Varsavia, Czestochowa, Bratislava)
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18.8.2006
- venerdì - giorno 7
S.Pietroburgo (RUS) (13.05)-Kronstadt-Petrodvorec-S.P.(21.39)
Km 213, viaggio h 8.34 +
km 133, h 2.11 |
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Oggi il programma (spesso cambiato)
del raduno prevede la visita a Kronstadt: ma ci sarà
molto di più!
Visto che la partenza per Kronstadt
è fissata per le 13, dopo aver recuperato un po' di
sonno (non sono abituato ad andare a dormire dopo le due),
decido di percorrere la strada costiera verso la Finlandia.
San Pietroburgo è in fondo al golfo di Finlandia e
quindi costeggiamo (mi segue Nazzareno) la parte settentrionale
di questo golfo.
La strada si snoda tra foreste
e coste spesso con spiagge, con qualche località balneare. Per
tornare indietro non ci sono molte alternative (e tempo):
quindi giriamo le moto e rientriamo al campeggio dalla stessa
strada.
Partiamo dal campeggio in gruppo
poco dopo le 13, direzione Kronstadt. Questa è una
città sull'isola di Kotlin nel golfo di Finlandia,
a metà tra la costa settentrionale e quella meridionale,
proprio di fronte a San Pietroburgo, da cui dista circa 25
km (via mare). Via terra è possibile arrivare all'isola
dalla costa settentrionale del golfo, attraverso uno spettacolare
ponte diga, lungo oltre 13 km.
La lunga fila di moto, dopo
alcuni km di strada costiera, imbocca
il ponte. Non
è una giornata di sole con buona visibilità,
ma almeno non piove. I numerosi operai dei cantieri sul ponte
(sono in corso lavori di allargamento) ci guardano con curiosità
e salutano un lungo serpentone di grosse moto, certo inusuali
da queste parti. Percorriamo i 13 km in formazione compatta,
in mezzo al mare, con San Pietroburgo alla nostra sinistra
e il mare aperto alla nostra destra. Ogni
tanto ci sono dei varchi per il passaggio dell'acqua e (forse)
per piccole imbarcazioni.
Arrivati sull'isola, parcheggiamo
le moto nell'ampia piazza di fronte alla cattedrale, sede
anche di un museo militare.    Kronstadt
fu fondata nel 1703; nacque come fortezza e poi porto militare
e commerciale, in posizione strategica rispetto alla città
di San Pietroburgo, con numerose fortificazioni rinnovate
anche nell'800. E' collegata a San Pietroburgo da un canale
navigabile che permette l'accesso alle navi di maggior tonnellaggio
(in questa parte del golfo di Finlandia il fondale è
infatti piuttosto basso).
Si visita la chiesa-museo,
si acquista qualche souvenir, qualche chiacchiera con amici
rivisti dopo tanto tempo, e
poi ci dirigiamo verso il porto, dove sono anche numerose
navi militari. Qui
la strada finisce, poiché la seconda parte del ponte,
che dovrebbe collegare l'isola alla costa sud del golfo di
Finlandia, realizzando quindi un utilissimo passante per evitare
di attraversare San Pietroburgo, non è mai stata completata
(nonostante sia segnata sulla mia cartina). Mi ero messo d'accordo
con un motociclista russo per andare a Pedrodvorec a visitare
la reggia di Peterhof, ma il battello che avrebbe dovuto portarci
(con un numero limitato di moto) a Pedrodvorec non c'è
e si prevede che arriverà (forse) alle 18. Sono le
15.30: di aspettare lì per 2 ore e mezzo proprio non
ne abbiamo voglia: col battello sarebbe semplice e rapido
arrivare a Pedrodvorec, che è proprio di fronte, a
13 km, ma, visto che le nostre pur tecnologiche moto sull'acqua
non possono andare, non ci resta che fare un lungo giro via
terra per giungere alla meta.
Come detto prima, San Pietroburgo
non ha una circonvallazione completa; ce ne sono ampi tratti,
ma qualcuno manca ancora. Quindi (con un limitato gruppo di
moto) rientriamo sulla terraferma dal ponte-diga, ci dirigiamo
verso San Pietroburgo, la attraversiamo in gran parte sulla
sua ampia circonvallazione e in parte entrando in città
e infine (dopo 118 km e h 2.48) giungiamo a Pedrodvorec: sono
ormai le 18.15 e la reggia (dicono) chiude alle 19 (anche
se resteremo fino alle 19.45). Ma ne valeva la pena! Anche
solo visitando l'esterno la reggia è meravigliosa,
stupefacente.
Posta di fronte al mare, già
da lontano si vedono i tetti luccicanti d'oro. La reggia è
circondata da vasti giardini e monumentali cascate e fontane.
Uno scenografico canale lungo circa 500 metri la collega al
mare. Dal lato verso il mare, nel giardino, si trova la "Grande
Cascata", con 64 fontane e 225 statue in bronzo dorato.
E' una cosa da lasciare senza fiato: ogni statua è
più alta di una persona; rappresentano divinità
marine, i fiumi russi, il mito di Perseo e Andromeda. La Fontana
posta di fronte alla Grande Cascata (detta di Sansone) ha
uno zampillo alto più di 20 m, con una grande scultura
di Sansone simboleggiante la vittoria russa contro gli svedesi
nel 1709 (27 giugno, giorno di S. Sansone).
A causa dell'ora tarda, non
è possibile visitare l'interno della reggia, ma i giardini
sono aperti e, cosa comune in queste circostanze in Russia,
i custodi, finito il loro orario, se ne sono andati lasciando
aperti i giardini che quindi sono liberamente visitabili,
senza pagare nulla. Comunque sono sufficienti i giardini a
giustificare la strada fatta. Anche i palazzi, perché
si tratta di più di un edificio, sono molto belli da
ammirare dall'esterno nelle loro architetture barocche ricche
di stucchi dorati.
Ripartiamo verso il campeggio,
stavolta passando dal centro di San Pietroburgo: 50 km e h
1.45. Ne approfittiamo per visitare il complesso di Smol'nyi,
sulla Neva. In questo luogo, dove sorgeva, prima della fondazione
di San Pietroburgo, un porto svedese, la figlia di Pietro
il grande, l'imperatrice Elisabetta Petrovna, decise di costruire
un monastero destinato all'educazione delle orfane, ma Caterina
II sospese i lavori e nel 1765 fondò un collegio per
giovani nobili e una casa di riposo per le vedove aristocratiche.
Bellissima la Cattedrale della Risurrezione, barocca, bianca
e azzurra, con cinque enormi cupole (fino a 85 m di altezza).
Accanto è il palazzo Smol'nyi, sede dell'Istituto femminile
di studi, sorto per educare le fanciulle di nobile famiglia:
presenta una facciata imponente, ma è molto importante
anche per la storia contemporanea, poiché il 22.10.1917
vi si insediò il Comitato Rivoluzionario e fu eletto
il primo Soviet, lì rimasto fino allo spostamento della
capitale a Mosca; da qui partirono i Bolscevichi per la conquista
del Palazzo d'Inverno, il 7 novembre 1917 ("Rivoluzione
d'Ottobre"). E, per concludere questi riferimenti rivoluzionari,
la piazza antistante è la Piazza della Dittatura del
Proletariato (uno dei pochi toponimi sopravvissuti al crollo
del comunismo), con due propilei (costruiti nel 1923) con
le celebri iscrizioni "Proletari di tutto i Paesi unitevi!"
e "Primo Soviet della dittatura del proletariato",
e statua di Lenin.
Poco più a sud è
l'Alexsandro Nevskaja Lavra (il monastero di Alexandr Nevskij),
posto al termine della Nevskij Prospekt. Costruito da Pietro
il Grande nel 1713, comprende la grande cattedrale della Trinità
(Troickij Sobor), costruita da Caterina II alla fine del '700.
Il complesso è imponente e molto bello. Dal monastero
consiglio di percorrere per tutta la sua lunghezza la rettilinea
Nevskij Prospekt, che ci porta nel cuore della città,
di fronte ai palazzi dell'Ammiragliato e dell'Ermitage, che
visiteremo domani.
La Nevskij Prospekt, come già
detto, è il viale principale della città, il
suo autentico cuore pulsante. E' lunga km 4,5, dall'Ammiragliato
al monastero Alexandr Nevskij, larga da 25 a 60 m. Il primo
tratto, il più lungo (fino alla piazza Vosstanija)
fu costruito a partire dal 1710 per facilitare il trasporto
dei materiali da costruzione destinati all'Ammiragliato provenienti
da Novgorod attraverso l'attuale Ligovskij prospekt, da dove
si arrivava all'Ammiragliato attraverso le paludi. Intanto
Pietro il Grande fondava il citato monastero di Alexandr Nevskij
che veniva collegato alla nuova strada, costituita quindi
da due segmenti quasi allineati. La nuova città si
andò sviluppando attorno a questo asse, abbellito da
una fila ininterrotta di palazzi.
La via ha anche un valore simbolico,
collegando l'Ammiragliato, simbolo della nuova potenza marittima
della Russia, e il monastero di Alexandr Nevskij, che sorge
sul luogo dove il principe Alessandro di Novgorod (detto Nevskij,
poi canonizzato) sconfisse nel 1240 gli svedesi.
Tornato al campeggio, noto
un'Africa Twin che ha fatto un bel giro! 
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