SVEZIA:
IL RICHIAMO DELLA FORESTA
Un finesettimana al circolo polare
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17.7.2005
- domenica - giorno 5
Fromheden (Norsjo) (S) (8.32) - Amal (S) (20.42)
Km 1.014, viaggio h 12.10 |
Tabella
di marcia |
Per il ritorno il programma
prevedeva di ridiscendere dai ponti della Danimarca, passare
da Praga e tornare a casa: 4 giorni di viaggio, uno
in più dell'andata per prendermela con più calma
e visitare Praga (4.350 km).
Però, studiando la cartina la sera a
Fromheden, mi rendo conto che è stupido rifare la stessa
strada costiera lungo la Svezia, quando invece posso passare
dall'interno, lungo una strada descrittami come molto bella,
quasi tutta nella foresta. Decido quindi di seguire quest'ultima
e ne sono molto contento. La strada, infatti, è davvero
bella: dopo un tratto su strade secondarie (Lycksele, Asele),
raggiungo la strada principale (la n. 45) presso Dorotea e
da lì giù verso Goteborg, attraverso l'interno
della Svezia. Quasi 1.000 chilometri di foresta, con
la piacevole sorpresa anche di trovare limiti di velocità
generalmente piuttosto alti (110 km/h), visto che non si tratta
di autostrada. Procedo quindi rilassato (senza l'assillo di
un limite troppo basso) verso sud, su una strada buona e poco
trafficata, tranne un po' presso alcune città attraversate
(Stromsund - Ostersund, su un bel lago - Harjedalen - Mora,
sul lago Siljan).
L'unica sorpresa negativa è trovare
(all'inizio) un tratto di strada in rifacimento, completamente
sterrato, piuttosto lungo. E' stato impegnativo (anche per
la mia moto), ma ne sono uscito indenne.
Trovo anche pioggia, ma
ormai ci sono abituato, e ogni tanto incontro altri motociclisti; continuo
verso sud.
Dopo Torsby costeggio un bel lago. In
tutte queste zone c'è abbondanza di campeggi e non
è quindi un problema trovare un posto per passare la
notte.
Arrivato al lago Vanern (il più grande
della Svezia, 5.585 km2, il terzo d'Europa) mi fermo in un
campeggio (Ornas) nella città di Amal: è semplicemente
magnifico. Posto proprio sul lago, su una piccola penisola
che domina una della tante insenature di questo grande bacino.
Trovo un posto sul lago e mi accampo: il sole al tramonto
illumina in pieno la mia moto e
le placide acque del lago solcate da numerose imbarcazioni.
Ormai è tardi, ma non riesco ad
andare a dormire; il sole filtra tra gli alberi, accarezzando
moto e tenda, il lago è di una calma assoluta. E così,
alle dieci di sera, con un clima insolitamente mite (sono
ancora in maniche corte) assaporo un gelato nella terrazza
sul lago. Rientrato
nella tenda (ormai quasi le 11), dal suo interno ancora osservo il
lago tranquillo, nel nordico crepuscolo senza fine.
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