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Sei in: MOTO - ALBANIA - DIARIO DI VIAGGIO - GIORNO 2
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ALBANIA
Così vicina, così lontana

2.6.2006 - venerdì - giorno 2
Durazzo (traghetto) (9.32) - Durazzo (albergo) 10.24
Durazzo (12.11) - Scutari - Durazzo (20.20)
Km 5+277, viaggio h 8.09, guida h 5.58

La mattina dopo la moto .. non si è mossa di un centimetro (e vorrei vedere, visto come l'ho legata!)

Le formalità burocratiche dello sbarco ci fanno perdere un po' di tempo.Scopro con piacere che la mia carta verde (valida anche per l'Albania) mi permette di risparmiarei 25 euro dell'assicurazione temporanea per questo paese. Si devono aggiungere solo il visto (15 euro) e la tassa di entrata (10 euro). Divertente la "disinfettazione" gomme (un passaggio in una pozza dall'incerta composizione).

Il porto di Durazzo ci dà un assaggio di quel che ci aspetta per le "strade" albanesi. Arrivati all'albergo (Mediterran),ci rifocilliamo con un'abbondante colazione (anche se ormai sono le 11).L'albergo è comodo e presenta un tranquillo cortile interno dove parcheggiare le motoPurtroppo, avendo confermato solo all'ultimo momento il numero di partecipanti, alcuni di noi devono pernottare presso un albergo vicino (ma sono solo 200 m da fare a piedi). Siamo proprio nel centro storico di Durazzo: ammiriamo le vicine mura bizantine.

Ma non vedo l'ora di partire per il primo giro e così, poco dopo mezzogiorno, ci dirigiamo verso Scutari.

Rispettiamo rigorosamente i severi limiti albanesi (40 km/h in città e 80 fuori); la polizia è molto presente (non solo per controllare la velocità), spesso con i radar a bordo strada, ma sempre ben visibile: ben diverso dalle "trappole" a tradimento dei loro colleghi italiani! All'inizio la strada è buona (la superstrada per Tirana)ma dopo diventa una vera impresa proseguire (soprattutto per le nostre moto, non certo da "fuoristrada"). L'asfalto finisce e restano solo i sassi, le buche (a volte veri e propri crateri) e le pozzanghere.La moto ben presto si ricopre di fango, che ci accompagnerà per tutta la permanenza in Albania.

Il tratto più brutto dura una decina di km, poi possiamo riprendere a "correre" su strade dissestate, ma che almeno conservano una traccia di asfalto. Ad una stazione di servizio ci fermiano e ne approfitto per lavare la moto,ignaro del fatto che sarà inutile, a causa del tipo di strade che percorreremo.

Passiamo Lezhe,e infine, passato un ponte sul Drin (il fiume più lungo d'Albania)arriviamo a Scutari.

Dal ponte è bella la vista sul castello di Rozafa, a 120 m di altitudine, di antica origine (risale nelle parti più antiche agli illiri).E' ancora presto, quindi proseguo oltre Scutari per qualche km, lungo strade secondarie, attraversando alcuni villaggi, suscitando a curiosità dei locali, attratti da moto cerco inconsuete da queste parti.

Rientrati a Scutari, facciamo una sosta per uno spuntino;ripassiamo davanti al castello di Rozafae riprendiamo la strada per Durazzo.

Lungo la strada però faccio una deviazione, consigliato dala guida, verso il castello di Kruje. Kruje è una città simbolo della resistenza albanese alla dominazione turca. Ben presto appaiono alla nostra sinistra i monti Skanderbeg (l'eroe nazionale albanese) e comincia la salita verso il paese e il castello, non prima del solito peggioramento della strada(ho notato che spesso in Albania le strade peggiorano in corrispondenza dell'attraversamento delle città).

La salità è però bellae il castello è in una magnifica posizione, con la vista che spazia fino al mare e la pianura sottostante.

Ridiscesi a valle, studio una deviazione che ci permettera (allungando un po') di evitare il tratto più dissestato incontrato all'andata, anche se qualche punto un po' malridotto c'è comunque:le moto (e i compagni di viaggio) ringraziano.

Rientriamo a Durazzo al tramonto,rispettando quindi i consigli dell'albergatore, che ci aveva suggerito di non guidare di notte sulle strade albanesi (adesso ho capito perché).

Le moto sono al sicuro nel parcheggio dell'albergoe noi festeggiamo a cena la nostra prima giornata albanese.

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