Motostaffetta 2011
Sulle strade dell'unità d'Italia
Tappa: Villa San Giovanni - Lecce
Tedoforo: Gold Wing - 10.4.2011
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Lecce - Villa San Giovanni
km 485 - h 5.35 - (5.10 + 0.25 di sosta) |
Villa San Giovanni - Lecce
km 525 - h 7.24 - (6.05 + 1.19 di sosta) |
TOTALE
km 1.010 - h 12.59 (11.15 + 1.44 di sosta) |
Punta e Tacco
Come 4 anni, come nella prima edizione della Motostaffetta (2007), c'è da prendere il testimone dagli amici siciliani e portarlo nel Salento. Prenderlo dalla "punta" dello stivale (Reggio Calabria) e portarlo nel "tacco" (Lecce).
L'appuntamento è a mezzogiorno, a Villa San Giovanni, con antigua54. Ho fissato l'orario (costringendo antigua54 e charlyno ad una levataccia, scusatemi), perchè ho oltre 1.000 km da percorrere, e voglio tornare a casa non troppo tardi, sfruttando al massimo la luce. Oggi ci sono 13 ore di luce: saranno 13 ore di moto.
Parto all'alba, le 6.30. L'andata scorre tranquilla: Brindisi, Taranto, la costa ionica della Basilicata, quindi la Calabria. Entro nella piana di Sibari e quindi nell'autostrada Salerno - Reggio Calabria. I soliti interminabili lavori in corso, ma finalmente si cominciano a vedere i miglioramenti: riuscirò a vederla completa?
Controllo il gps e regolo la velocità: l'arrivo dovrebbe essere in orario; lo stretto si avvicina. L'ultimo tratto dell'autostrada è proprio malmesso, quello dove ancora i lavori sono piuttosto indietro: una serie di viadotti e galleria, la maggior parte dei quali da rifare.
Vedo lo stretto! Ci siamo! Chissà quando (e se) riuscirò a vedere anche il ponte...
Esco dall'autostrada ed entro a Villa San Giovanni, è quasi mezzogiorno: dall'alto del viadotto vedo un traghetto, che sia quello di antigua54?
Arrivo al luogo dell'appuntamento e, sorpresa, sono già qui. Sono le 12.03. Bene, appuntamento quasi perfetto! Ma vedo che c'è un gruppo piuttosto numeroso: 5 moto e 5 motociclisti. Oltre ad antigua54, c'è un suo amico di Catania, charlyno (da Palermo, il tedoforo della tappa precedente), un suo amico americano, paul Lorenz (di Reggio Calabria).
Bene, meglio così! Foto ricordo. Scambio del testimone, da antigua54 a me. Scambio anche dei dolci: ho portato per antigua54 un tipico dolce salentino, i pasticciotti alla crema; nella mia moto ripongo degli ottimi cannoli siciliani (e altro).
Ma non c'è tempo da perdere: ci aspetta l'Aspromonte! Visiteremo infatti un luogo importante per l'unità d'Italia: il Cippo di Garibaldi.
Tocca a me guidare il gruppo (siamo ora in 5 moto); un occhiata veloce al gps e parto. Ma l'occhiata è stata troppo veloce e, soprattutto, non ho tenuto conto del fatto che, da fermo, il gps è poco affidabile per indicare la direzione: dopo 200 metri mi accorgo, infatti, che ho imboccato la strada sbagliata (partendo dalla rotonda dove ci eravamo fermati); faccio cenno di tornare indietro e ripartiamo per l'Aspromonte.
La strada sale tortuosa, a volte ripida, poco trafficata, attraversando alcuni piccoli paesi. A volte la via non è in buone condizioni, ma è comunque piacevole. Ben presto entriamo nei boschi dell'Aspromonte. Dopo quasi 30 km, giunti presso la strada tra Gambarie e S.Eufemia, svolto a sinistra, per il Cippo (posizione preventivamente memorizzata sul gps), che raggiungiamo dopo pochi chilometri.
Riconosco il luogo, dopo 4 anni. L'ultimo tratto è una ripida e tortuosa salita, con la strada spesso coperta da aghi di pino. Finito l'asfalto, parcheggiamo le moto, nel bosco fitto.
Cenni storici: fonte.
Nell'estate del 1862 Garibaldi organizzò una spedizione di volontari per conquistare Roma (ancora non annessa al regno d'Italia, proclamato l'anno prima). Sbarcato (da Catania) in Calabria (presso Melito, a sud di Reggio), per evitare lo scontro con le truppe regolari italiane, risalì verso nord attraverso l'Aspromonte. In questa località i garibaldini furono attaccati dai bersaglieri. Per scongiurare lo scontro fratricida, Garibaldi si interpose tra i due schieramenti ordinando di cessare il fuoco. La maggior parte lo ascoltò, ma Garibaldi fu colpito da due proiettili, uno dei quali lo ferì piuttosto gravemente al malleolo destro. Fu poi arrestato dall'esercito regio.
Ci avviciniamo al grande pino dove Garibaldi fu adagiato dopo essere stato ferito; presenta una grande cavità, come un trono, che accolse l'eroe dei due mondi. Io e antigua54 posiamo per la foto ricordo col testimone.

Quindi andiamo al vicino mausoleo (purtroppo chiuso, come l'altra volta).

E' ora di separarci: loro vanno a pranzo da qualche parte nei dintorni, in un posto vicino io mi faccio preparare un veloce (non posso tardare, avendo 500 km di strada da fare), ma saporito panino. Il dolce è assicurato dal dono di antigua54.
Dal Cippo dirigo a nord, attraverso la vicina S. Eufemia d'Aspromonte e quindi la strada, ripida e spettacolare, attraversati i fitti boschi dell'Aspromonte, si butta dall'altopiano verso la costa tirrenica, presso Bagnara Calabra.
Qui ritrovo l'autostrada che mi conduce velocemente verso nord. Le stessa strada dell'andata mi riporta a Lecce, a casa, dopo 13 ore e 1.000 km (arrivo poco dopo il tramonto, alle 19.50).
La prossima settimana porterò il testimone nella mia provincia, presso un altro luogo dell'unità d'Italia: la casa natale di Liborio Romano.
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