Motostaffetta 2011
Sulle strade dell'unità d'Italia
Tappa: Lecce - Patù - Lecce
Tedoforo: Gold Wing - 17.4.2011
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Lecce - Patù - Lecce
km 126 - h 2.16 - (1.42 + 0.34 di sosta) |
Liborio Romano
Il tema della Motostaffetta di quest'anno è "sulla strade dell'unità d'Italia" (vedi qui la tappa precedente).
Non ci sono molti luoghi risorgimentali nella mia provincia, ma questo non vuol dire che anche dei salentini non abbiano dato il loro importante contributo all'unità d'Italia.
La provincia di Lecce non ha avuto battaglie per l'unità d'Italia.
In effetti questa è una zona che guerre non le ha avute quasi mai (anche le due guerre mondiali non ci hanno toccato direttamente).
Ma il luogo che visiterò oggi è proprio qualcosa che fa riferimento a una "non battaglia" nel corso dell'Unità d'Italia, perchè, forse, le battaglie migliori sono quelle che si vincono senza combattere, senza spargimento di sangue.
Liborio Romano, leccese, fu l'uomo che permise a Garibaldi di entrare a Napoli senza combattere, nella conquista del Regno delle Due Sicilie.
Liborio Romano (fonte 1 e 2), nacque nel 1793 Patù (LE), primogenito di una nobile famiglia, giovanissimo professore universitario di diritto civile a Napoli, carbonaro, fu imprigionato dai Borboni nel 1820 e poi esiliato.
Nel 1848 tornò a Napoli, partecipando ai moti risorgimentali, e fu nuovamente imprigionato ed esiliato, fino al 1854.
Nel 1860, durante la spedizione dei Mille, fu nominato Ministro dell'Interno e, compresa la fine del Regno delle Due Sicilie, contattò Cavour e Garibaldi per preparare il passaggio del Mezzogiorno ai Savoia.
Liborio Romano suggerì al Re di abbandonare Napoli (verso Gaeta) senza opporre resistenza e riuscì in questo modo ad evitare altri combattimenti; infatti Garibaldi potè giungere tranquillamente in treno a Napoli.
Un padre dell’unità italiana perché evitò una guerra civile nel momento dell’unificazione delle due metà della penisola.
Fu confermato da Garibaldi come Ministro dell'Interno, poi eletto al Parlamento del Regno d'Italia nel 1861.
Morì nella sua Patù nel 1867.
Parto quindi da Lecce, diretto a Patù, verso la dimora storica di Liborio Romano.
Il cielo è nuvoloso, ma non dovrebbe piovere. Patù è nel sud del Salento: ancora pochi chilometri e si giunge a Leuca, col suo Santuario De Finibus Terrae. Arrivo a Patù dopo 64 km.
Palazzo Liborio Romano è nella piazza centrale del paese, Piazza Indipendenza. E' stato da poco acquistato dal comune, che lo ha destinato a museo, anche per ospitare reperti archeologici del vicino sito di Vereto (mostra inaugurata proprio 2 giorni fa).
Questo è il Palazzo di famiglia dei Romano. Una targa ricorda Liborio Romano.
La piazza è deserta, tranne un gruppetto di anziani su una panchina, sotto un'enorme bandiera italiana.
Foto ricordo col Testimone della Motostaffetta.
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