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CORSO GSSS CLASSIC: POLCANTO (FI)

11/14.4.2012


Ecco i video del mio passaggio nella curva (di cui parlo sotto), filmata dagli istruttori (clicca sulle immagini per vederli su Youtube)


Dopo 14 anni e oltre 700.000 km di guida della mia Gold Wing, ho deciso di partecipare a un corso di guida.

Perchè? Molti amici sono rimasti meravigliati. "Come, dopo tanto strada, dopo tanta esperienza di viaggi in mezzo mondo, partecipi a un corso di guida?"
Partecipo perchè credo di avere comunque qualcosa da imparare; perchè attraversare in un viaggio un paio di volte la Siberia può farmi crescere come motoviaggiatore, anche semplicemente come motociclista, può insegnarmi tante cose, a cavarmela in situazioni disparate (e a volte quasi disperate), a capire quali sono i miei limiti fisici, a raggiungere una certa resistenza anche mentale, ma non mi porta automaticamente a guidare bene la moto, soprattutto quando finiscono gli infiniti rettilinei e cominciano le curve, magari di montagna.

Ho scelto il corso GSSS Classic, e sono felice della scelta. Ecco il resoconto di questi 4 giorni.


Arrivo a Polcanto (FI) alle 17.30, al Centro Tecnico dell'FMI, dopo 920 km da Lecce, in gran parte sotto l'acqua e un vento violento e temperatura più invernale che primaverile.
All'arrivo, il "mitico" e temuto vialetto sterrato in discesa, era ovviamente completamente fangoso, ma... riesco a raggiungere il parcheggio incolume.
Ora non piove, ma le previsioni per i prossimi tre giorni non sono buone.
Ovviamente sono l'unico con una moto del genere.

A sera, presentazioni degi tre istruttori (Raffaele, Lorenzo e Paolo) e consegna documentazione. Siamo 16 allievi (previsti 17, sui 21 di numero massimo, ma uno ha rinunciato). Gli istruttori sono molto simpatici.
Cena (ottima e abbondante (come saranno tutte).


La mattina di giovedì 12 non piove, ma é completamente coperto e minaccia. Molti motociclisti sono preoccupati per la pioggia e le conseguenze che potrebbe avere sul corso e la guida.
Alle 8.30, si comincia con la teoria e poi via, in strada. Dopo un percorso di prova molto "curvoso", gli istruttori ci dividono in tre gruppi: bianchi (5), blu (5) e rossi (6). La divisione, come ci hanno spiegato ieri, non è in base alla nostra bravura, ma semplicemente in base alla nostra velocità. Serve ad evitare la formazione di gruppi disomogenei da questo punto di vista, in modo da facilitare l'apprendimento e ridurre i rischi. Il corso infatti non serve per imparre a guidare veloce, ma a guidare bene. Che poi guidare bene significhi anche guidare veloce non sempre é detto.

Le moto sono diverse: si va dal CBR quasi da pista, alla ... Gold Wing, dalla tuta in pelle con saponette, alla tenuta prettamente turistica. Tutti peró con le protezioni obbligatorie: su questo gli istruttori sono inflessibili: anch'io ho rispolverato le mie ginocchiere e il paraschiena.
Dicevo, si divide in 3 gruppi: bianchi (i piú lenti), blu, rossi (i piú veloci). Io sono nel gruppo blu: meglio così, non avrei mai potuto tenere il passo delle sportive del gruppo rosso.
Si va su e giù per montagne e passi, una ubriacatura di curve, una piú bella dell'altra.
Gli istruttori, pazienti e scrupolosi, spiegano in ogni occasione la giusta postura in sella, già indicata nelle ore di teoria.
Insistono molto sullo spostare il peso lateralmente: la moto, in pratica, non deve essere piegata piú del necessario, siamo noi che dobbiamo andare fuori, per piegare il meno possibile.
Credeteci: riesco ad applicarlo perfino sulla Gold Wing, riuscendo a fare delle curve, e non da poco, con la moto quasi dritta, semplicemente buttando fuori il mio peso.
Ovviamente non sempre mi riesce e gli istruttori mi spiegano ogni volta i miei errori.
Certo, guidare così é diverso da come sono abituato e anche piú impegnativo, almeno le prime volte, ma credo sia una questione di abitudine e devo ammettere che é piú redditizio, logico e sicuro. E dà molta soddisfazione, anche con la strada bagnata come a volte la incontriamo.

Ma la prima cosa che si impara é che la linea di mezzeria é sacra, intoccabile, da non superare mai, nemmeno se la strada é libera, tranne per i sorpassi.

La giornata passa su e giù per le bellissime strade della zona: passi della Futa, Raticosa, Giogo di Scarperia, Faggiola, Sambuca, Colla. Pranzo in un riusotrante lungo la strada.

Prendiamo un po' di pioggia, ma meno delle temute previsioni.


Anche oggi (venerdì 13) il cielo é coperto, ma, per ora, non piove. Le previsioni peró non sono buone.
Colazione, teoria e quindi si torna in strada!

Mano a mano mi "sciolgo" un po', e affronto le curve con più naturalezza, anche sul terreno bagnato (anche oggi piove un po').

Passo del Muraglione, Val di Meda, Sambuca, Colla; anche oggi pranzo in un ristorante lungo il percorso (da raggiungere con un sentiero sterrato).

In un punto del percorso, gli istruttori effettuano delle riprese: è una doppia curva molto tecnica e impegnativa (scelta apposta), percorso nei due sensi. Finita la giornata di moto, andiamo in aula a vedere le riprese.
Il bilancio generale é che quasi nessuno ha effettuato il passaggio di quella doppia curva in modo corretto.
Il mio errore nella curva a sinistra é stato di percorrerla troppo vicino alla linea di mezzeria. Infatti, anche se la percorrenza è stata buona e buono anche lo spostamento dei pesi, nonostante sia rimasto con le ruote all'interno della mia corsia, la moto (piegata) si è trovata di fatto per metà nell'altra corsia.
Ovviamente c'era abbastanza visibilità (anche se non moltissima) e avrei potuto evitare un ostacolo, ma è bene non superare mai la striscia di mezzeria (tranne nei sorpassi), abituarsi a considerare cha la parte di strada a nostra disposizione (salvo necessità) è solo la nostra metà, compresa la parte occupata "in aria", cioè non dalle nostre gomme, che, con moto piegata, può essere notevole. Nella curva percorsa, in senso inverso, a destra, ho avuto una incertezza nella percorrenza dopo la metà curva con piccola correzione di traiettoria. Complessivamente sono soddisfatto, anche perché di curve, ovviamente, ce ne sono state tante altre.

Cena.


La mattina dell'ultimo giorno (sabato 14), visto il brutto tempo (piove), la maggioranza ha votato per sostituire il giro di stamattina con nuova teoria in aula. Quindi lezione teorica per quasi tutta la mattinata. Dopo la lezione, avviene la consegna dehgli attestati, con valutazione e votazione.

Nonostante guidassi una moto non molto adatta a questo tipo di guida (o forse proprio per questo?), ottengo un buon risultato, con la qualifica di "Expert" (le tre qualifiche sono Centauro, Expert, Master) e il punteggio di 82/110.

Pranzo anticipato alle 12 e alle 14.30 si riparte verso casa, dove arrivo dopo i soliti oltre 900 km di freddo, vento e pioggia (ma non era primavera?)


Commenti.

Raccolgo qui alcune impressioni, alcune in risposta ad domande di amici motociclisti (soprattutto del forum di Mototurismo).

Cosa insegna questo corso? Insegna a guidare meglio nelle curve e i maggiore sicurezza.
Ho guidato la Gold Wing per 14 anni, credendo che il modo migliore per affrontare una curva fosse piegare la moto; il peso? Non necessario. Magari, se non basta la piega, su può anche spostare il corpo. Sbagliavo. E l'ho capito con questo corso.
In 2 giorni ho cambiato idea; e non sono uno che cambia idea tanto facilmente.

E non solo sulla curvose strade di montagna. Ho guidato la Gold Wing col metodo GSSS perfino sulla strada del ritorno a casa (oltre 900 km, quasi tutti in autostrada, e sotto la pioggia).
Perfino in autostrada (e sotto la pioggia), sulla montagne dell'Appennino (lì anche in autostrada ci sono un po' di curve) mi sentivo più veloce e sicuro.
In effetti il "metodo GSSS" non serve ad andare più veloce: serve a guidare meglio. Ma da ciò nascono 2 conseguenze:
1) guidi più sicuro
2) guidi (se vuoi) più veloce.
Ed è applicabile ad ogni moto, tranne forse moto piuttosto spinte come certi custom (immagino le Harley e simili con pedane larghe, che infatti non sono ammesse ai corsi, come gli scooter).
Inoltre lo spostarsi del sedere sulla sella non è necessario, almeno nella prima fase: è già sufficiente lo spostamento del busto e testa (più precisamente la loro "traslazione") per ottenere la maggior parte dell'effetto.

Ho fatto curve (sia lente in montagna, che curvoni da 130 in autostrada), con la moto quasi dritta (ovviamente un po' è necessario sempre inclinarla), spostando il mio peso: dovevo addirittura limitare lo spostamento, perchè già poche decine di cm era sufficiente per far curvare il "bestione".

Questo metodo non è un incentivo a percorrere la curva più veloce, anzi. Credo che spostare il peso sia un incentivo a piegare meno, non automaticamente ad andare più veloce. E piegare meno è un fatto di maggiore sicurezza, soprattutto con fondi non buoni. Poi, se oltre a spostare il peso pieghi pure, allora andrai più veloce (a parità di piega).
Ma questa è una scelta personale: sarebbe come dire che mettere gomme con più aderenza porta ad andare più veloce in curva: no, porta ad andare più sicuri in curva. Poi, se questo margine di sicurezza uno decide di "giocarselo" andando più veloce, è una sua scelta, non una conseguenza necessaria della gomma migliore.

Ne si può dire che "più si spinge più ci si stanca e pure più si va veloci e più ci si stanca."
Non tanto. Durante i due giorni, non mi sono mai sentito stanco. Ma forse sono io, perchè invece molti degli altri dichiaravano di essere molto stanchi.
Comunque, anche faccendo il raffrotno con come mi sentivo in altri giri precedenti su strade simili, non mi sembra che questo metodo mi stanchi di più: permette di fare le curve in modo più divertente, rilassato e sicuro.
Poi ognuno può decidere di quanto seguirlo: se affronti una curva "banale", dove basta spostare il manubrio di un mm e piegare la moto di pochi cm, non ti metterai ad uscire col corpo dalla moto. Inoltre, se uno si sente stanco, può sempre piegare come al solito.
Per dare un termine di paragone, al ritorno sono partito da Polcanto alle 14, sotto la pioggia, con vento e freddo. Sono arrivato a casa alle 23, dopo 920 km di freddo, vento forte e pioggia quasi ininterrotta. Ho applicato il metodo GSSS dalla prima curva in Toscana... all'ultima curva sullo svincolo della tangenziale a Lecce. Nessun problema. Magari a volte non era accentuato, a volte non era perfetto: "tirare il fiato", se uno vuole e ne sente la necessità, si può sempre; ma credo che, alla lunga, guidare "bene" non stanchi più che guidare "in altro modo"

Riguardo al futuro, dopo aver partecipato al GSSS Classic, intendo partecipare al GSSS Special. Ho conseguito un punteggio suffiente ad essere ammesso; spero di trovare posto (non ci sono molte date disponibili).

Riassumenti, quindi, fatelo!
Fatelo qualunque sia la vostra esperienza (ovviamente no se avete appena comprato la moto e siete un neo patentato).
Fatelo sia se la vostra esperienza di guida é poca, sia se avete centinaia di migliaia di km sotto le ruote; sia se vi limitate a brevi giri il fine settimana, sia se attraversate continenti; sia che abbiate una moto da pista, che un tranquilla turistica; sia che guidate un mostro di potenza, che un moto con pochi cavalli.
Fatelo.

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