GLI STESSI POSTI, LE STESSE STRADE, LA STESSA MOTO
25.2.2012
Gli stessi posti, le stesse strade, la stessa moto.
Ho questa moto da 14 anni, vivo qui da 49.
Il caffè del sabato pomeriggio, da quando ho la Gold Wing, è ormai un classico (se sono in uno Stato dove fanno un caffè decente).
Come ho scritto altre volte, a me piace percorrere sempre strade nuove, ma ovviamente questo vale solo quando posso scegliere, quando programmo un viaggio.
Volere sempre strade nuove, non mi impedisce di apprezzare le vecchie, quelle di cui ormai conosco ogni curva, ogni muretto a secco che le contornano, ogni scorcio verso il mare o la campagna.
Il caffè è una scusa, anche gli amici a volte lo sono, tanto che spesso esco solo.
La verità è che mi piace stare con lei, mi piace farle prendere un po' d'aria, dopo una settimana quasi tutta casa-ufficio, nel traffico della città.
Ma, poichè gli impegni sono sempre tanti e troppo tempo non posso togliere alla mia famiglia, il tutto è compresso in un paio d'ore o poco più.
A questo si aggiunge il fatto che io vivo in una penisola, quasi isolata dal resto d'Italia, quindi molta scelta non c'è: vado perciò quasi sempre sulla litoranea.
Il giro classico del caffè del sabato pomeriggio è quello in rosso (113 km); quando ho più tempo, però, il caffè lo prendo "lungo" e il giro diventa di 166 km (quello verde).
Tappe immancabili sono Capo d'Otranto, il punto più orientale d'Italia (long. 18° 31' est) e Santa Cesarea Terme (dove prendo il caffè).
Normalmente scendo fino a Castro e poi da lì rientro a casa, dall'interno (percorso in rosso).
Altrimenti continuo fino a Leuca, per poi rientrare dall'interno (in verde).
Oggi è stata una giornata bellissima, come lo sono solo le belle giornate di sole invernali.
Cielo azzurro che sembrava gridare: va in moto!
Già prima di arrivare a Otranto, sul lungo rettilineo che digrada dolcemente da Maglie fino alla città più orientale d'Italia, vedo le montagne dell'Albania, subito al di là dello stretto braccio di mare (70 km) che segna il punto più stretto del canale d'Otranto, tra Adriatico e Ionio.
Superata Otranto, arrivo in pochi minuti al Capo e lì mi fermo al solito posto, a pochi metri dal faro e dalla base militare. Le montagne sono lì davanti, sembra quasi di toccarle.
Spicca il bianco della neve, quella neve che qui, da questo lato dell'Adriatico non arriva quasi mai, ma che lì, sulle montagne, è una presenza costante d'inverno. Penso al passo Llogaraja, oltre 1.000 m, che ho percorso lì pochi anni fa e ai pensieri cha avevo quando, da lì, guardavo qui (senza vedere nulla, ovviamente, poichè qui la costa è alta poco più di 100 m).
Le moto sportive rombano sulla litoranea; riprendo la litoranea e finalmente mi concedo qualche piega.
La strada è ancora interrotta tra Porto Badisco e Santa Cesarea Terme (lavori in corso da alcuni mesi), ma voglio andare ancora a sud, e così taglio per i paesini della zona e arrivo al di là dell'interruzione. Bellissima la discesa dall'interno verso la costa presso Santa Cesarea Terme, con le montagne innevate dell'Albania ancora perfettamente visibili, sfondo del mare azzurro.
Per oggi basta così: rientro a casa.
Durante il ritorno, un pensiero; ops, ho dimenticato qualcosa: il caffè! Sì, era proprio una scusa.
Foto a Capo d'Otranto, con lo sfondo delle montagne innevate dell'Albania
 
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